Una sfida vincente da matti

Con grandissimo piacere condividiamo questa bella recensione di Marco Garzonio sull’evento di sabato e domenica 2 e 3 dicembre al Museo Diocesano pubblicata oggi 5 dicembre 2017 sulla prima pagina del Corriere della Sera ed. Milano.

 

Corriere della Sera ed. Milano
05/12/2017
pag. 1
Arte e disagio. Una sfida vincente da matti

Il museo diocesano dedicato a Martini del cardinale ha preso nome e spirito sostenendo l’esperienza di affidare a persone con disagio psichico di far da guida all’Adorazione dei pastori, la straordinaria tavola prestata dalla Galleria nazionale dell’Umbria sino al 28 gennaio. L’iniziativa, di indubbio valore intrinseco, è anche il segnale di un’«altra Milano», che partiti e istituzioni dovrebbero ascoltare. Da come risponde alle necessità dei deboli infatti la politica risulta credibile e capace di puntare a valori umani, diritti, visione del mondo e della vita. L’evento del Diocesano corona un sogno a lungo coltivato da un gruppo di psichiatri, psicologi, operatori sociosanitari. Attraverso «Art up», associazione nata su base volontaria, si sono posti obiettivi, in stile ambrosiano: vincere la frustrazione di lamentarsi delle inadempienze e dell’insensibilità di amministratori che non vedono ritorno d’immagine e consensi dall’occuparsi dei «matti»; dialogare, oltreché con le famiglie dei malati, con un’opinione pubblica che già guarda con diffidenza il diverso (pensiamo agli stranieri) e che di fronte alla follia ci mette un di più di paura; reazione spiegabile davanti a episodi di cronaca per fortuna circoscritti, ma affrontabile se vengono provati motivi capaci di confutare nei fatti pregiudizi e timori arcaici. La quadratura del cerchio è esplorare le aree di confine tra psiche e arte.
segue da pagina 1
Mostrare che una persona con disabilità psichica può formarsi professionalmente e fare la guida con competenza e tratto umano che la rendono perfettamente uguale ai colleghi che escono dalle scuole e non si portano addosso lo stigma del disagio mentale e dell’esser seguiti da servizi psichiatrici. Affidandosi all’arte la democrazia può rivedere nozioni usuali di normalità. Nella mission «facilitatori arte-salute» quelli di Art up esprimono una concezione della cura, della dignità dell’uomo, del lavoro come realizzazione di sé e un’idea di città intesa come luogo d’incontro, di narrazione e condivisione di storie di riscatto. Al Diocesano i promotori hanno arricchito un percorso già sperimentato con Gallerie d’Italia, Museo del Novecento, itinerari sui Navigli, in un dialogo fecondo di pubblico e privato. Il passo successivo sarà far diventare immaginario e pensiero condiviso che cambiare mentalità si può. Ha detto l’arcivescovo Delpini in Duomo domenica a chi cura: «Costruiamo la città attorno alle fragilità».

Marco Garzonio

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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2 e 3 dicembre: un weekend d’arte a Milano

Questo weekend i Facilitatori Arte-Salute vi aspettano in due musei di Milano per un appuntamento di arte e cultura:
– al Museo Diocesano
sabato 2 DICEMBRE ore 16
domenica 3 DICEMBRE ore 12
per l’ADORAZIONE DEI PASTORI di Perugino 
Piazza Sant’Eustorgio 3, Milano

Grazie a una collaborazione con il Museo Diocesano un Facilitatore Arte Salute ti guiderà alla scoperta del Capolavoro per Milano: L’Adorazione dei Pastori del Perugino.
Attività gratuita per i visitatori del museo.
– alle Gallerie d’Italia
domenica 3 DICEMBRE dalle 14 alle 17
per la DOMENICA AL MUSEO
piazza Scala 6, Milano
Anche domenica 3 dicembre alle Gallerie d’Italia (piazza Scala 6), come tutte le prime domeniche del mese, potrai incontrare nelle sale del museo i Facilitatori Arte Salute che ti racconteranno in modo nuovo l’opera d’arte e il disagio psichico. Chiedi la mappa in biglietteria!
L’ingresso è gratuito.

Art Up svela Saronno – Photogallery

Grazie a tutti coloro che hanno partecipato a questo evento speciale:

domenica 15 ottobre
ART UP SVELA SARONNO
per la Giornata Mondiale della Salute Mentale
Noi Facilitatori Art Up insieme a CLS SUN CHI abbiamo condotto i cittadini alla scoperta di alcuni luoghi simbolici e tesori nascosti della città di Saronno parlando di arte, autonomia e salute mentale.
Ecco la galleria completa delle foto della giornata.
Grazie per aver reso questa giornata così ricca, vi aspettiamo ai nostri prossimi appuntamenti!

 

Art Up per la Giornata della Salute Mentale 2017

Siamo felici di condividere con voi le iniziative alle quali partecipiamo in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale.

martedì 10 ottobre presentiamo alla Rotonda della Besana alcune letture di opere d’arte dei musei milanesi accessibili attraverso la tecnologia Qr Code per potenziarne la fruizione in diversi luoghi della città.

Partecipazione: la partecipazione è libera e a ingresso gratuito dalle h 14.00 alla Rotonda della Besana, Via Enrico Besana, 12

domenica 15 ottobre insieme a CLS SUN CHI abbiamo il piacere di condurre i cittadini in un percorso immersivo alla scoperta di Saronno per coniugare arte, autonomia e salute mentale attraverso un itinerario guidato con partenza nei seguenti orari: 14.30 e 16.00 (gruppi da 25 partecipanti). Puoi scaricare la locandina qui.

Le tappe: Palazzo Lazzaroni (ex chiostro convento) Chiesa di San Francesco Piazza Ciuchina e i cortili Villa Gianetti – Centro Studi Chiarismo F. De Rocchi

Iscrizione e partecipazione: I percorsi si svolgono a partecipazione gratuita su prenotazione scrivendo a facilitatoriartup@gmail.com, precisando l’orario preferito: 14,30 oppure 16,00 o iscrizione sul luogo nel gazebo in Piazza Libertà fino a esaurimento posti.

Luogo di ritrovo: Piazza Libertà, almeno 15 minuti prima dell’orario di partenza

 

Vi aspettiamo!

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L’uomo, il vascello e il mare

Nonostante gli innumerevoli tentativi dell’uomo di volere dirigere le proprie forze in un’unica direzione, molto spesso le cose prendono una piega diversa da quella da noi voluta e finiscono per deviare dalla via scelta portandoci in altri luoghi.
L’uomo è così, come un nocchiere, su un vascello durante la tempesta. Non riesce a mantenere la rotta della nave e questa va dove la corrente la porta.

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La creativita’

 

Il pensiero creativo è un pensiero alternativo. Esso dà origine a soluzione estetiche che sono spesso antitetiche e alternative al nostro comune modo di pensare.
Un pensiero che prende corpo attraverso l’immaginazione e la fantasia non può che rappresentare la migliore alternativa al comune modo di pensare.
Il pensiero alternativo si sviluppa attraverso la ricerca personale delle possibili combinazioni degli elementi base (i vocaboli) del nostro discorso artistico.
Gli elementi base si coordinano tra loro e si organizzano in modo da costituire (come nella lingua i vocaboli) le basi del nostro linguaggio artistico.
La creatività è un tipo di abilità: è la capacità di organizzare, di mettere insieme, combinare, secondo una logica fantasiosa e immaginaria, gli elementi base di una forma artistica (elementi sono: le parole per la scrittura, i colori per la pittura, i volumi per la scultura ecc.) in modo originale e inedito dando cosi luogo a un opera che risulti il frutto di tale combinazione.
Questi elementi si legano e concatenano seguendo un criterio armonico dettato dal gusto dell’artista. Sono come le parole che fanno parte di un discorso. Questa logica combinatoria è la base di qualsiasi metodo o processo creativo.
La creatività è la capacità e l’abilità di disporre questi elementi in modo fantasioso e originale (ma anche in qualche caso ironico e scherzoso) cercando soluzioni sempre nuove e alternative.

Francesco.

 

Cosa significa essere felici

 

Essere felici significa aver trovato ciò che ci realizza. L’uomo da sempre è alla ricerca della felicità. Ma per essere felice, alla ricerca della propria felicità va unita la ricerca di sé. Occorre conoscerci e dopo aver capito chi siamo, dobbiamo seguire ciò che ci porta ad  essere felici. Non sappiamo amare e questo può creare in noi degli infelici, può essere un ostacolo al conseguimento della propria felicità. La strada, la via alla felicità è lunga e non libera da ostacoli. Non per questo ci dobbiamo  arrendere. Aver intuito qual è il nostro scopo, per cosa siamo stati creati, a cosa siano portati, in altre parole che posto abbiamo in questo mondo, possono essere tutte motivazioni che ci spingono non solo alla ricerca del nostro benessere, ma allo stesso tempo di quello dell’altro.
Questa mi sembra la chiave di volta di questo discorso: mettere in relazione se stesso con gli altri, non seguire una ricerca affannosa della felicità o farsi guidare (per raggiungerla) dalla propria brama egoistica, ma gettare uno sguardo sul mondo e capire che è importante essere utili a noi quanto agli altri, e che tutto ciò può coincidere col ruolo che ci siamo scelti.

Francesco.

 

Diversita’ e uguaglianza

Della diversità mi sono già occupato altre volte. Dell’uguaglianza ho sempre pensato fosse un argomento facile e di appartenenza alla schiera di quelle persone cosiddette “normali”. Invece, se ben guardiamo, diversità e uguaglianza sono due facce della stessa medaglia. Qui vorrei parlare separatamente di cosa si intende con questi due termini.

Perché siamo uguali. Innanzitutto perché non esiste una netta distinzione tra persona “normale” e persona con “disturbi mentali”. Tutti noi (sani e malati) abbiamo un cervello con due emisferi e tante cellule nervose, una bocca, due orecchie, un naso, delle gambe e delle mani. Tutti abbiamo un corpo il cui funzionamento è identico. Identici, o molto simili, possono essere i nostri comportamenti. Oltretutto, se riusciamo ad avere un dialogo, con uno scambio di opinioni e di esperienze, significa che esiste tra tutte le persone un livello di comunicabilità, un piano comune su cui intenderci che ci consente capirci e di ragionare sui problemi. Questo livello si può estendere a tutti gli uomini e ci consente di parlare una sola lingua (diversamente da quello che si racconta a proposito della Torre di Babele). In questo modo avviene la comprensione. Su questo linguaggio comune a tutti (direi universale) si fonda l’uguaglianza tra gli uomini. In secondo luogo siamo uguali dal punto di vista della fragilità e vulnerabilità. Ciò che è capitato a me (ad esempio una forte depressione) potrebbe capitare a un altro. Tutti possiamo rischiare di ammalarci. Ciò ci pone ancora una volta su un piano di uguaglianza.

In che senso siamo diversi. Nel senso positivo, cioè che per fortuna non siamo fatti con lo stampino, né siamo repliche di un solo individuo. Ma ognuno di noi è costituito da tante sfaccettature e tanti aspetti, peraltro diversi da persona a persona, che ne formano la personalità. Ognuno di noi è un individuo unico, ognuno di noi non sarà mai identico ad un altro. Questo è il modo corretto di intendere la personalità. Diverso è invece quanto ci suggerisce il nostro pregiudizio.

E’ il pregiudizio che ci fa pensare che tutte le persone con “disagio mentale” possano in un momento di rabbia esplodere facendo danni. Ma questo lo può fare benissimo anche una persona “normale” senza per questo essere “disturbata”. E’ sempre il pregiudizio che fa pensare che i matti siano “violenti” e quindi vadano “rinchiusi” o “legati” al letto. Oppure che la persona con disturbi mentali sia pericolosa fino al punto di essere capace di uccidere. E’ sempre dato dal pregiudizio il pensare che chi soffre mentalmente non sia in grado di svolgere un lavoro o una mansione; che la persona che abbiamo di fronte sia da evitare perché “balorda” o “perditempo”.

In realtà la “malattia mentale” fa paura. Costituisce una diversità che spaventa. Ma se questa diversità fa paura è perché manca la conoscenza, perché si identifica la persona col suo male, perché c’è molta ignoranza e poca informazione.

Francesco

 

 

Una buona produzione

Sono contento delle mie opere. Ho sempre invidiato chi produce una grande quantità di opere, chi possiede una forza tale da consentirgli una continua produzione, quasi senza intervallo tra un lavoro e l’altro. Ma poi, guardando dentro di me, mi son detto: qual è lo scopo di una simile produzione? Non è meglio, tra un’opera e l’altra, concedersi una pausa, un momento di riflessione? Data la mia personalità penso che sia giusto poter riflettere su ciò che creo.

Non siamo macchine, né automi, né tanto meno robot. E poi, a quale scopo produrre così tanto? Ritengo che sia umano poter pensare, discutere, riflettere sulle proprie opere. E poi (nell’ipotesi di una creazione continua), tutti questi lavori dove verrebbero collocati? Avremmo sufficiente spazio dove metterli? Quindi, per me, andrebbe bene realizzare anche una scultura all’anno purché questa rappresenti la sintesi, il culmine di un percorso creativo. L’alternativa a questo modo di procedere sarebbero tante opere che, eseguite sotto la spinta di questa corsa a produrre, finirebbero col far perdere di vista al loro autore lo scopo per cui sono state create.

Meglio produrre poco e bene che produrre tanto e male, col rischio, nel secondo caso, di perdere di vista il concetto o l’idea che vogliamo esprimere. Anzi, sono proprio io a sostenere che, nell’arco della nostra vita o parabola artistica, le opere geniali non vanno oltre il numero di 2 o 3. Non occorre essere sempre geniali, ma piuttosto utilizzare l’idea che per prima si è formata nella nostra mente per realizzare un’opera che sia la rappresentazione della nostra immagine mentale. Occorre perciò avere poche idee ma buone. Il resto non interessa. E’ importante la qualità di un lavoro, sono importanti i cosiddetti “valori formali”, quelle caratteristiche estetiche attraverso cui ci è possibile apprezzare, fruire un’opera.

Purtroppo è tipico della nostra civiltà correre, divorare tutto voracemente e velocemente, bruciare tutto. La nostra cultura è onnivora: ci cibiamo di tutto. Non abbiamo più tempo da dedicare a noi stessi.

Non dobbiamo pensare di produrre come delle macchine. La creazione, la creatività sono come piante che crescono in maniera spontanea: non si possono comandare. E’ giusto invece che ognuno di noi produca rispettando i propri tempi, produca anche poche opere, ma significative. E’ giusto rispettare le pause, avere poche idee selezionate e tratte dal nostro immaginario personale.

Francesco